L’Insufflaggio:
Materiali Certificati per la Bioedilizia
Utilizziamo solo le migliori soluzioni isolanti, naturali e garantite a vita.
Fibra
di cellulosa:
È il cuore della nostra filosofia green. Ricavata dalla carta di giornale riciclata e trattata con sali minerali naturali, è un isolante ecologico che “respira”.
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Regola l’umidità: Assorbe e rilascia il vapore, mantenendo i muri asciutti.
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Sicura: Resistente al fuoco, agli insetti e ai roditori.
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Isolamento Invernale: Altissima capacità di trattenere il calore.
Lana di vetro:
Composta da sottili filamenti di vetro, è uno dei materiali più prestazionali al mondo.
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Incombustibile: Massima protezione contro il fuoco (Classe A1).
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Incorruttibile: Non subisce alterazioni dovute all’umidità o al tempo.
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Prestazioni Top: Ideale per chi cerca il massimo abbattimento termico e acustico.
Lana di roccia:
Composta da fibre di roccia vulcanica fusa, è un materiale specifico principalmente per la protezione passiva dal fuoco.
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Incombustibile: Il suo vero punto di forza è la resistenza al fuoco (Classe A1), adatta laddove ci siano rigidi vincoli normativi antincendio.
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Incorruttibile: Stabile nel tempo e idrofoba, ma con una struttura densa che offre meno elasticità rispetto alle fibre organiche.
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Performance Standard: Offre un buon isolamento invernale e acustico, ma subisce i limiti fisici dei materiali minerali nel trattenere il calore estivo tipico delle nostre latitudini se confrontata con la cellulosa.
Fibra di legno:
Composta da scarti di legno trattati, è un’alternativa naturale che richiede però spessori e densità estremi per funzionare.
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Biocompatibile: Materiale di origine vegetale, ma che necessita di molti additivi chimici per non essere infiammabile.
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Delicata: Molto sensibile all’umidità interna dell’intercapedine, con il rischio di degradarsi nel tempo se non perfettamente asciutta.
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Performance limitata: Sul calore estivo non regge il confronto con la fibra di cellulosa, a meno di costi e pesi di carico eccessivi per la struttura.
Schiuma
eurica:
Isolante chimico ampiamente utilizzato negli anni ’80 e ’90, oggi superato dalle moderne soluzioni ecologiche.
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Non ecologica: Prodotto derivato dalla chimica di sintesi, totalmente incompatibile con i criteri della bioedilizia e della sostenibilità.
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Rischio degrado: Con il tempo tende a ritirarsi, polverizzarsi e perdere potere isolante all’interno delle intercapedini.
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Performance superata: Una tecnologia del passato che non garantisce il comfort termico e la salubrità degli ambienti che solo la fibra di cellulosa può offrire oggi.
Poliuterano
espanso:
Isolante sintetico derivato dal petrolio, ampiamente utilizzato nell’edilizia tradizionale ma lontano dai concetti di sostenibilità.
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Non ecologico: Prodotto puramente chimico e plastico, con un forte impatto ambientale in fase di produzione e difficile da smaltire.
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Sigillante (Non traspirante): Crea una barriera totale che blocca la naturale traspirazione delle pareti, aumentando il rischio di condense interne e muffe.
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Performance estiva debole: Avendo pochissima massa termica, si riscalda rapidamente; non offre quasi nessuna protezione contro il calore estivo rispetto alla fibra di cellulosa.
Argilla
espansa:
Composta da fibre di roccia vulcanica fusa, è un materiale specifico principalmente per la protezione passiva dal fuoco.
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Incombustibile: Il suo vero punto di forza è la resistenza al fuoco (Classe A1), adatta laddove ci siano rigidi vincoli normativi antincendio.
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Incorruttibile: Stabile nel tempo e idrofoba, ma con una struttura densa che offre meno elasticità rispetto alle fibre organiche.
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Performance Standard: Offre un buon isolamento invernale e acustico, ma subisce i limiti fisici dei materiali minerali nel trattenere il calore estivo tipico delle nostre latitudini se confrontata con la cellulosa.
Dove applichiamo i nostri isolanti?
Insuffliamo questi materiali in:
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Intercapedini: Muri doppi con vuoto d’aria interno.
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Sottotetti: Solai e sottotetti non abitabili.
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Controsoffitti e Contropareti: Per isolare stanze specifiche o uffici.
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